Territorio Creativo

Territorio creativo

Un percorso durato mesi che ha portato ad un risultato del quale non si ha memoria negli archivi biellesi: la raccolta delle firme di tutti i 74 Sindaci del territorio della Provincia di Biella a sostegno di un progetto condiviso, basato sull’identità passata e futura della provincia tessile laniera che ha fatto la storia della manifattura italiana.

Una candidatura, quella di Biella, che esprime dunque la volontà, la coesione e l’impegno futuro di un intero territorio.

Dal lago di Viverone agli alpeggi di Rosazza, dal Ricetto di Candelo alle risaie di Massazza passando attraverso i tanti comuni tra la piana e la collina e poi naturalmente Biella, capoluogo di una provincia tanto piccola quanto multiforme: la bandiera della Candidatura UNESCO ha idealmente percorso in questi mesi i 700 km di strade che collegano un territorio di soli 913 kmq.

Un risultato straordinario che premia il lavoro dei promotori della candidatura che hanno saputo interpretarne lo spirito profondo – commenta il Prefetto di Biella Annunziata Galloraramente nella mia carriera ho visto un territorio capace di coinvolgere in modo così capillare tutte le istituzioni e le forze culturali su un progetto comune, un lavoro davvero degno di plauso e che metterò in evidenza in tutte le più alte sedi istituzionali”.

L’impegno corale è sancito dal sostegno attivo di Regione Piemonte che vede la Candidatura di Biella inserirsi "nel progetto di valorizzazione dell'economia, della cultura e del turismo della Regione", spiega il Governatore Alberto Cirio, e chepunta a rilanciare un territorio dalle grandi potenzialità", aggiunge il Sindaco di Biella Claudio Corradino.

 

In volo sul Biellese

Dall’alto i preziosi tesori del Biellese

Testi di Roberto Azzoni | Fotografie di Fabrizio Lava

Il Biellese è una terra povera, fatta di acqua e di pietre. I ciottoli: quelli del Cervo, riquadrati e usati dai mastri muratori per erigere nel cuore della città bassa il campanile di Santo Stefano nell’XI secolo e quelli disposti in cumuli misteriosi che raccontano la storia millenaria della Bessa, antica miniera a cielo aperto, nella quale prima i Vittimuli e poi i Romani estrassero negli ultimi due secoli avanti Cristo tonnellate di oro. E poi le pietre - lose di granito delle cave della Bürsch - che narrano invece le storie degli alpeggi sui quali e nei quali si sono formate e sono cresciute decine e decine di famiglie di allevatori, antenati dei valit e dei biellesi Doc.

E se ciottoli e pietre sono stati determinanti per la costruzione degli edifici, l’acqua lo è stata altrettanto nell’avviare quelle forme di artigianato tessile che, pochi secoli dopo la fabbricazione del campanile simbolo di Biella, era già un settore produttivo in grado di esprimere gli statuti: risale infatti al 1348 quello dei drappieri.

Sono, queste, poche tracce, ma certo fra le più significative, di quella piccola porzione di “profondo Nord” del Belpaese che è il Biellese, incuneato tra Valle d’Aosta, Valsesia e Vercellese e con una “sponda” verso il Canavese. Geograficamente parlando, il territorio è situato nel nord ovest del Piemonte, poco oltre il 45° parallelo, ed ha una forma pentagonale con due lati montuosi che formano le Alpi Biellesi, due lati collinosi ed uno pianeggiante. La distanza fra i due punti più estremi di latitudine è di circa 45 chilometri, quella fra gli estremi longitudinali è di 35 chilometri e la superficie complessiva non raggiunge i mille chilometri quadrati: si esaurisce a 955....

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