"Biella si merita questo riconoscimento perché è stata brava a difendere nei secoli una filiera che non ha eguali" così dichiara Franco Ferraris, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella nell'intervista pubblicata su la Repubblica Torino ieri, lunedì 23 settembre.

E prosegue: "Qui si parte dal batuffolo di lana grezza per arrivare al tessuto di alta qualità che si esporta in tutto il mondo: non c'è un altro esempio, almeno in Italia, di ciclo completo come quello biellese".

L'Amministratore Delegato di Ermenegildo Zegna, nonché Presidente di Fondazione CRB, ha creduto sin dall'inizio al progetto di far entrare Biella nel circuito delle Città creative UNESCO. Con il Comune ha messo a punto una candidatura che adesso si prepara allo sprint finale: "E' uno strumento strategico di rilancio del territorio. Può davvero consentirci un salto di qualità in campo turistico [...]. In fondo dire che Biella è all'interno del MiTo non è solo un'azzeccata immagine comunicativa del maestro Pistoletto. Siamo davvero a un'ora da Torino, poco di più da Milano e Genova [...]. Ma siamo anche in una posizione decentrata [...]. E allora bisogna essere bravi a convincere la gente a spostarsi qui". Il Biellese è infatti "una terra dove davvero industria ambiente e arte vanno a braccetto da secoli [...]. Ma serve comunicare. Ecco perché entrare nella rete dell'Unesco sarebbe un bel modo per porci al centro".

Un risultato il percorso di candidatura l'ha già ottenuto: aggregare il Biellese, tutti uniti per uno scopo comune: "Un qualcosa di straordinario - prosegue l'intervista di Ferraris - Proprio perché si è saputo fare squadra [...] per la prima volta i 74 sindaci della nostra provincia hanno sostenuto un obiettivo insieme. Biella capitale della creatività artigiana è riuscita anche in questo piccolo miracolo".